Acqua Curativa
Già nell'antichità si era scoperto che le acque che provenivano da certe sorgenti potevano servire non solo a dissetare, ma anche a curare alcune patologie grazie a certe loro proprietà medicamentose, tanto che nacque una vera e propria disciplina curativa che venne chiamata, appunto, idropinoterapia. Quindi se l'acqua deve cosiderarsi un alimento e, nello stesso tempo, è in grado di dimostrare effetti terapeutici su organismi ammalati, è evidente l'importanza della scelta di un' acqua minerale nell'impostazione di un regime dietetico che serva a prevenire ed a curare patologie correlate ad una incongrua alimentazione o derivanti da altre cause.
Al medico, infatti, viene sempre più spesso richiesto quale sia l'acqua più adeguata, quale elemento dietetico-terapeutico, nelle varie condizioni fisiologiche che corrispondono alla gravidanza ed all'allattamento, nella nutrizione dello sportivo e dell'anziano, nella diluizione dei latti in polvere, ecc., oltre che nelle più svariate forme morbose. Si comprende quindi l'importanza che riveste, anche per il medico, una approfondita conoscenza delle varie acque da un punto di vista nutrizionale e della loro composizione chimico-fisica, in altre parole una precisa cognizione delle modalità adottate comunemente per una loro suddivisione e schedatura.
Una prima classificazione delle "acque minerali" può essere fatta sulla base di quello che viene comunemente indicato come Residuo Fisso, vale a dire la quantità totale di sali che risulta contenuta in un litro d'acqua fatto evaporare a 180°. Seguendo questo criterio si distinguono quattro varietà di acqua minerale, che vengono designate come minimamente mineralizzate, oligominerali, mediominerali e ricche di sali minerali.